{"id":4406,"date":"2021-01-04T16:40:30","date_gmt":"2021-01-04T16:40:30","guid":{"rendered":"https:\/\/agroforestrynet.eu\/afinet\/alberi-e-coltivazione-di-radici-e-funghi-una-alleanza-per-lottimizzazione-della-produzione-agroforestale-nei-climi-temperati"},"modified":"2021-01-04T16:42:03","modified_gmt":"2021-01-04T16:42:03","slug":"alberi-e-coltivazione-di-radici-e-funghi-una-alleanza-per-lottimizzazione-della-produzione-agroforestale-nei-climi-temperati","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/agroforestrynet.eu\/afinet\/alberi-e-coltivazione-di-radici-e-funghi-una-alleanza-per-lottimizzazione-della-produzione-agroforestale-nei-climi-temperati?lang=it","title":{"rendered":"Alberi e coltivazione di radici e funghi \u2013 una alleanza per l\u2019ottimizzazione della produzione agroforestale nei climi temperati"},"content":{"rendered":"<div class=\"field field-name-field-teaser-150 field-type-text-with-summary field-label-hidden\">\n<div class=\"field-items\">\n<div class=\"field-item even\">\n<div class=\"field field-name-field-teaser-150 field-type-text-with-summary field-label-hidden\">\n<div class=\"field-items\">\n<div class=\"field-item even\">\n<p><strong>Fonte<\/strong>: Robert Borek and Andrzej Ksi\u0119\u017cniak (IUNG)<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden\">\n<div class=\"field-items\">\n<div class=\"field-item even\">\n<p>La micorriza \u00e8 una simbiosi tra un fungo e una pianta. In cambio dei carboidrati assorbiti dai funghi dai tessuti delle radici della pianta, le piante, attraverso le ife dei funghi, guadagnano un miglior accesso all\u2019acqua e ai nutrienti nel suolo.<\/p>\n<p>L\u2019inoculazione di piante micorizate pu\u00f2 causare un aumento della produttivit\u00e0 delle colture attraverso la promozione della crescita, migliorando la reazione agli stress ambientali (siccit\u00e0, salinit\u00e0, carenza di nutrienti, metalli pesanti, pH del suolo avverso), il biocontrollo dei patogeni (attivo e passivo) e un miglioramento nella qualit\u00e0 della produttivit\u00e0 fogliare delle piante ospiti. I funghi aumentano la diversit\u00e0 e la stabilit\u00e0 dei microrganismi del suolo. Inoltre partecipano alla formazione della struttura del suolo (humus) grazie alla rapida decomposizione del carbonio da parte delle ife e all\u2019attivit\u00e0 di glomaline e lipopolisaccaridi che loro producono.<\/p>\n<p class=\"ListParagraph1\"><strong>Tipi di micorrize e loro ruolo nei sistemi agroforestali<\/strong><\/p>\n<p>I suoli agricoli hanno, in comparazione ai suoli forestali, delle distinte propriet\u00e0 fisico-chimiche cos\u00ec come differenti set di microrganismi, specialmente batteri e funghi, (Paul and Clark 1988). I suoli agricoli sono dominati da funghi endomicorriziali simbionti (indicate in questo documento come<strong>\u00a0micorrize arboree (Fig 1)<\/strong>\u00a0che colonizzano le radici del 90% delle piante erbacee: prati, cereali, ortaggi e tuberi. Le micorrize arboree sono presenti in alcuni alberi e arbusti da frutto e da legno, come meli, ciliegi, noce, pioppo, salice, robinia, gelso, frassino, corniolo. Un altro tipo di simbiosi molto comune \u00e8 la\u00a0<strong>micorriza ericoide\u00a0<\/strong>che si trova, per esempio nel mirtillo.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"attachment_840\" style=\"width: 298px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-840\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-4408 size-full\" src=\"http:\/\/agroforestrynet.eu\/afinet\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/tech_article_2_pic_1.jpg\" alt=\"\" width=\"288\" height=\"270\" srcset=\"https:\/\/agroforestrynet.eu\/afinet\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/tech_article_2_pic_1.jpg 288w, https:\/\/agroforestrynet.eu\/afinet\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/tech_article_2_pic_1-195x183.jpg 195w\" sizes=\"(max-width: 288px) 100vw, 288px\" \/><p id=\"caption-attachment-840\" class=\"wp-caption-text\">Fig. 1 Arbuscules inside the root cells, vesicles and hyphae of endomycorrhizal fungus in root tissue.<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_839\" style=\"width: 324px\" class=\"wp-caption alignright\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-839\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-4419 \" src=\"https:\/\/agroforestrynet.eu\/afinet\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/tech_article_2_pic_2.jpg\" alt=\"\" width=\"314\" height=\"250\" srcset=\"https:\/\/agroforestrynet.eu\/afinet\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/tech_article_2_pic_2.jpg 360w, https:\/\/agroforestrynet.eu\/afinet\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/tech_article_2_pic_2-300x239.jpg 300w, https:\/\/agroforestrynet.eu\/afinet\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/tech_article_2_pic_2-195x155.jpg 195w\" sizes=\"(max-width: 314px) 100vw, 314px\" \/><p id=\"caption-attachment-839\" class=\"wp-caption-text\">Fig 2. Extra-radical hyphae of ectomycorrhizal fungi in rhizopshere soil and on plant roots.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nei suoli agricoli, non possono essere trovate n\u00e9 la presenza n\u00e9 l\u2019attivit\u00e0 dei\u00a0<strong>funghi ectomicorizi\u00a0<\/strong>(Cardon and Zoe 2011); questi funghi tendono a formare una collaborazione simbiontica con le latifoglie e le conifere. La presenza di ectomicorrize nelle radici degli alberi si manifesta attraverso caratteristiche radici corte e fini (Fig 2), e con la presenza di funghi sporigeni sotto gli alberi. I tipi di simbiosi appena menzionati (funghi ectomicorrizie e funghi arbuscolari) hanno una funzione simile in diversi tipi di piante.<\/p>\n<p>I funghi ectomicorrizi aumentano la resistenza delle radici alle malattie (<em>es.<\/em>\u00a0<em>Fomes annosus<\/em>,\u00a0<em>Armillaria<\/em>), in quanto migliorano la salute della pianta e la sopravvivenza delle nuove piantagioni. Attraverso la stabilizzazione del suolo con la rete di ife, I funghi ectomicorrizi aumentano l\u2019effetto antierosivo delle radici. Il controllo micorriziale della produzione delle sostanze fogliari della pianta (<em>es.<\/em>\u00a0l\u2019acido salicilico nel salice) pu\u00f2 proteggere gli alberi dagli insetti e fornire un antibiotico naturale agli animali.<\/p>\n<p>Gli alberi associati ai funghi micorrizici arbuscolari(es. melo, ciliegio, noce, pioppo, salice, robinia nera, gelso, frassino, corniolo) pu\u00f2 fungere da serbatoio per le colture. Al di l\u00e0 di tutto, la rete micorriziale, nei sistemi agroforestali, pu\u00f2 permettere agli alberi e alle colture di comunicare tra loro e migliorare lo scambio di acqua e di nutrienti.<\/p>\n<p><strong>Metodi di introduzione di funghi micorriziali nei sistemi agroforestali<\/strong><\/p>\n<p>La migliore scelta per le nuove piantagioni sono alberi che vengono da vivai in cui sono frequentemente inoculati con funghi ectomicorrizi (Fig 3.), o quelli che sono soggetti a micorrizazione naturale grazie alla loro localizzazione all\u2019interno di complessi forestali. Dovrebbero essere usate specie di alberi autoctoni, visto che sono ben adattate alla zona climatica del sistema agroforestale progettato. I semenzali micorrizati, sia per radice nuda che per accrescimento cellulare, dovrebbero essere protetti dal disseccamento. Nel caso di micorrizazione delle talee, le istruzioni dei produttori di inoculi micorrizici, riguardo modi e tempi di applicazione della preparazione del sistema radicale delle piante, devono essere sempre seguite.<\/p>\n<p>La micorrizzazione delle piantine deve essere eseguita immergendole nella sospensione micorrizica fino alla profondit\u00e0 di \u00bd dell\u2019ammasso radicale e effettuando la messa a dimora meccanica o manuale.<\/p>\n<p>Le piante a radice nuda ottenute dovrebbero avere il sistema radicale uniforme. Tagliando le radici troppo lunghe, si ottengono delle piccole serie di piantine che dovrebbero essere immerse nella sospensione micorrizica e piantate immediatamente.<\/p>\n<p>Nel caso particolare della micorrizzazione del ceduo di salice a rotazione breve (Fig. 4.), questa pu\u00f2 essere eseguita solo dopo che ogni salice abbia sviluppato il proprio apparato radicale, circa 2-3 mesi dopo la semina. L&#8217;applicazione dell&#8217;inoculante deve essere eseguita utilizzando un ago per l\u2019applicazione in due fori. \u00c8 essenziale che la temperatura, alla profondit\u00e0 del suolo di 10 cm, non sia inferiore a 12 \u00b0C. L&#8217;umidit\u00e0 del suolo dovrebbe ammontare al 60% della capacit\u00e0 idrica.<\/p>\n<div id=\"attachment_843\" style=\"width: 530px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-843\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-4430\" src=\"http:\/\/agroforestrynet.eu\/afinet\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/tech_article_2_pic_3.jpg\" alt=\"\" width=\"520\" height=\"390\" srcset=\"https:\/\/agroforestrynet.eu\/afinet\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/tech_article_2_pic_3.jpg 520w, https:\/\/agroforestrynet.eu\/afinet\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/tech_article_2_pic_3-300x225.jpg 300w, https:\/\/agroforestrynet.eu\/afinet\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/tech_article_2_pic_3-195x146.jpg 195w\" sizes=\"(max-width: 520px) 100vw, 520px\" \/><p id=\"caption-attachment-843\" class=\"wp-caption-text\">Fig. 3. Mycorrhized seedlings (on the right) are characterised by improved growth and development of root systems in the first year after planting.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_845\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-845\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-tb_medium wp-image-4441\" src=\"https:\/\/agroforestrynet.eu\/afinet\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/tech_article_2_pic_4-1-620x349.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"338\" srcset=\"https:\/\/agroforestrynet.eu\/afinet\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/tech_article_2_pic_4-1-620x349.jpg 620w, https:\/\/agroforestrynet.eu\/afinet\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/tech_article_2_pic_4-1-300x169.jpg 300w, https:\/\/agroforestrynet.eu\/afinet\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/tech_article_2_pic_4-1-768x432.jpg 768w, https:\/\/agroforestrynet.eu\/afinet\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/tech_article_2_pic_4-1-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/agroforestrynet.eu\/afinet\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/tech_article_2_pic_4-1-940x529.jpg 940w, https:\/\/agroforestrynet.eu\/afinet\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/tech_article_2_pic_4-1-195x110.jpg 195w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><p id=\"caption-attachment-845\" class=\"wp-caption-text\">Fig. 4 Short Rotation Coppice willow combined with legume ley in an agroforestry system at Wakelyns Agroforestry, Suffolk, UK (Jo Smith)<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019inoculante in polvere di funghi micorrizici arbuscolari pu\u00f2 essere applicato in alternativa all&#8217;inoculazione della radice fatta mescolando con acqua e spruzzando sul terreno attorno alla pianta, o con il rivestimento di semi o mediante iniezione di acqua.<\/p>\n<p>La micorriza arbuscolare \u00e8 spesso associata a microrganismi di promozione della crescita delle piante come i biofertilizzanti; tuttavia, l&#8217;efficacia di questa soluzione \u00e8 considerata inferiore rispetto alle piantine inoculate. Con le colture annuali i biofertilizzanti possono essere distribuiti sulla superficie del suolo, da soli o al momento della semina, o per l&#8217;applicazione in solco. Possono essere applicati anche trattando direttamente i semi con polvere, impasto o rivestimento. In caso di applicazione a frutteti o piantagioni gi\u00e0 consolidati, il biofertilizzante solido pu\u00f2 essere sepolto vicino alle radici usando un erpice con iniezione dal distributore (Malusa e Ciesielski)<\/p>\n<p>Per ottenere i risultati migliori \u00e8 necessario un attento abbinamento tra pianta ospite, fungo e genotipo vegetale. \u00c8 quindi della massima importanza utilizzare funghi adattati a livello regionale.<\/p>\n<p><strong>Le buone pratiche che favoriscono lo sviluppo della micorriza nella pianta<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Livello intermedio di N e basso contenuto di fosforo nel terreno (Liu 2000, Johnson 1993)<\/li>\n<li>Disturbi del suolo bassi o assenti (lavorazione ridotta, agricoltura conservativa) (Galvez et al., 2001, Kabir 2005)<\/li>\n<li>Precisione e sostenibilit\u00e0 della gestione della nutrizione delle colture (fertilizzanti organici\/compost\/fertilizzanti a lenta cessione in quantit\u00e0 ragionevoli) (Douds et al., 2012, Ustuner et al., 2009)<\/li>\n<li>Diverse rotazioni colturali (Larkin 2008) con colture di copertura e leguminose azotofissatrici (Njeru et al., 2015), riducendo le famiglie di piante resistenti alle micorrize (ad esempio Brassicaceae, Chenopodiaceae, Linaceae) (Peat and Fitter 1993).<\/li>\n<li>Riduzione dell&#8217;applicazione di prodotti chimici (Miller e Jackson 1998, Carenho et al., 2000)<\/li>\n<li>Combinazione di inoculazione di funghi arbuscolari con applicazione di biofertilizzanti e biopesticidi (Weber 2014)<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/agroforestrynet.eu\/afinet\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/it_articolitecnici_treesandcroprootsandfunghi.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Controlla questo articolo in formato pdf qui<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fonte: Robert Borek and Andrzej Ksi\u0119\u017cniak (IUNG) La micorriza \u00e8 una simbiosi tra un fungo e una pianta. 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